Il Laboratorio di Biologia per i Beni Librari e Zoologia Urbana afferisce al Dipartimento di Biologia dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" ed è censito nell'anagrafe dei laboratori del Distretto Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali del Lazio (DTC Lazio). Il laboratorio integra due linee di ricerca complementari: la diagnostica biologica dei materiali librari e documentari storici, e il monitoraggio zoologico applicato alla protezione del patrimonio culturale in ambienti urbani.
Linea 1 – Zoologia urbana e monitoraggio faunistico per i beni culturali La componente zoologica ed entomologica rappresenta il nucleo principale delle attività del laboratorio. Il laboratorio sviluppa protocolli di monitoraggio della fauna urbana — con particolare attenzione agli invertebrati e agli artropodi — che interagisce con edifici storici, siti archeologici, archivi e biblioteche. L'attività si concentra sull'early detection di specie biodeterioranti e infestanti, con l'obiettivo di intervenire nelle fasi iniziali del processo di danno, prima che questo diventi irreversibile. A tal fine vengono impiegate tecniche molecolari avanzate, tra cui l'analisi di eDNA (environmental DNA) da matrici ambientali, che consente di rilevare la presenza di specie animali anche in assenza di osservazione diretta, con sensibilità e specificità elevate. Le strategie di gestione adottate si inquadrano nel paradigma dell'Integrated Pest Management (IPM), applicato agli ambienti urbani e ai contesti museali, archivistici e bibliotecari: un approccio sistemico che combina monitoraggio continuo, soglie di intervento basate su evidenza scientifica, preferenza per metodi a basso impatto ambientale e integrazione di misure preventive, fisiche, biologiche e chimiche. L'approccio IPM consente di ridurre il rischio di danno ai beni culturali minimizzando al contempo l'uso di sostanze chimiche negli ambienti del patrimonio.
Linea 2 – Diagnostica microbiologica e biodeterioramento dei beni librari La seconda linea di ricerca è dedicata all'identificazione dei biodeteriogeni e allo studio della dinamica del biodeterioramento di pergamene antiche, carte storiche e supporti cellulosici (carta, papiro). Le prime ricerche condotte tramite DNA metabarcoding mediante Next Generation Sequencing (NGS), spettroscopia Raman e Light Transmission Analysis hanno permesso di caratterizzare il biodeterioramento come una successione ecologica eterotrofa, identificando in Halobacterium salinarum — un archeobatterio alofilo veicolato dal sale marino utilizzato nella lavorazione delle pergamene — la specie pioniera che avvia il processo degradativo. Sono stati messi a punto anche i protocolli di DNA metabarcoding in NGS per la caratterizzazione della componente fungina, per l'analisi di materiali a base vegetale.
Integrazione e finalità comuni Le due linee convergono nell'obiettivo di fornire strumenti diagnostici e preventivi scientificamente fondati per la conservazione del patrimonio culturale. L'integrazione tra zoologia urbana, entomologia, ecologia microbica e biologia molecolare consente al laboratorio di offrire una visione sistemica del biodeterioramento — animale, fungino e batterico — applicabile a musei, archivi, biblioteche e siti del patrimonio in contesti urbani e periurbani.
Gabriele Gentile
Marco D’Andrea
